Pro loco di Villafranca d'Asti

 
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Un villafranchese si interroga: Villafranca come ti vorrei

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L’intervento in chiusura dell’Assemblea effettuato dal sottoscritto è un’occasione per fare qualche considerazione sul nostro paese essendo, da sempre, sostenitore accanito della possibilità di confrontarsi in pubblico per attingere idee e pareri soprattutto nelle diversità, ma riscontrando da tempo sempre poche occasioni per parlare e potersi esprimere sulla realtà villafranchese.
Lungi da me qualsiasi intenzione polemica. Soltanto uno stimolo per animare la discussione. Ritengo che sia ora di smetterla di considerare polemico chi esprime il proprio parere pubblicamente. Semplicemente si tratta di un individuo che pensa, esprime le proprie idee e le mette a disposizione degli altri. Magari anche con la segreta speranza di alimentare il dibattito e chissà di risolvere anche qualche problema.

Ma sorge spontaneo l’interrogativo: che cosa sarebbe Villafranca, oggi, senza il sano entusiasmo di questo gruppo di giovani che ha deciso di lavorare in Pro loco al servizio della comunità?

 

Il nostro paese ha subito una radicale trasformazione negli ultimi anni. Come l’economia, il mondo del lavoro, la politica stessa. Nonostante l’evoluzione proceda a ritmi elevatissimi sembra che la qualità della vita non sia migliorata. Tutt’altro. E i rapporti umani tra le persone pare ne risentano pesantemente.
Per quanto ci riguarda la posizione strategica del territorio ha creato due poli commerciali presso i quali transitano moltissime persone e milioni di Euro. Ma il commercio locale si riduce, risente della crisi, non alimenta nuove iniziative. In centro rimangono pochi negozi "storici" e ditte di servizi, principalmente assicurativi e immobiliari.
È storia recente la protesta dei commercianti che vedono sempre meno frequentato il centro del paese anche nei giorni di festa e di mercato.
La gente pare aver perso la voglia ed il piacere di ritrovarsi. Sono rare le occasioni d’incontro. Come rare ed estemporanee sono le notizie riportate dai maggiori quotidiani e settimanali locali sulle attività delle nostre Associazioni.
L’evoluzione naturale della storia modifica profondamente le situazioni. Negli anni 90 erano una ventina le Associazioni operanti sul territorio, vero e proprio fiore all’occhiello del nostro paese. Oggi il volontariato esprime una situazione meno effervescente anche se le principali, seppure con qualche difficoltà, mantengono viva la loro presenza e la loro preziosa attività.

Che fare, da parte nostra, senza la presunzione di stravolgere il mondo, eventualità impossibile da realizzare e certamente demandata ad altri ??!!...
Di sicuro non seguire l’esempio che ci fornisce quotidianamente la politica, il cui principale obiettivo pare sia quello di distruggere il lavoro dell’avversario, qualunque esso sia.
Fare quadrato intorno al gruppo dei giovani della pro loco, incrementandolo, sostenendolo ed aiutandolo con idee e lavoro.
Pubblicizzando e dando voce a tutte le iniziative magari attraverso un ufficio stampa formato dai numerosi talenti (alcuni di grande livello) che scrivono abitualmente sui siti internet locali. Sostenere il commercio locale così prezioso, soprattutto per gli anziani residenti in paese, apprezzando la qualità della merce e la cortesia del servizio magari tralasciando, almeno in parte, la grande distribuzione orientata ai consumi ma decisamente meno ai rapporti umani.
In breve: spendere in Villafranca per salvare il nostro paese.

Che nostalgia di quegli ambienti di bottega villafranchesi degli anni 60/70 quando ci si ritrovava da Borgogno con quell’ineguagliabile profumo di prosciutto, nell’atmosfera da "commestibile" di Pierino Malabaila e della "Cooperativa", tra spezie e sementi di Bruno, "il droghiere" o tra gli scaffali di legno e le stoffe di Guido Cavalla. E che dire degli immancabili aperitivi domenicali dal vulcanico "Sandrone" che infuocavano le sfide calcistiche tra bianconeri e granata!

Occorre ritrovare, in fretta, la voglia di ritrovarsi. Di confrontarsi. Di riunirsi: a discutere, animatamente. Come un tempo. Per non farci sopraffare da un sistema di vita che tende a peggiorarne la qualità, appiattendo i rapporti tra le persone.
Per far tornare Villafranca quella di un tempo. Quando la gente si incontrava e si riuniva per il piacere di farlo. Quando un volantino la pubblicizzava come un paese con tante occasioni per stare bene. Insieme!!

 

Intendo evidenziare che quanto sopra va aldilà di ogni polemica nei confronti di Amministratori, Politici, chicchessia!. Si tratta semplicemente di idee personali che metto a disposizione quale base per un eventuale futuro dibattito, incontro o quant’altro. Su Villafranca ed in particolare sul suo futuro. Sempre che la materia interessi qualcuno. Altrimenti ognuno faccia finta di non aver letto nulla e soprattutto... "Amici come prima!!"

Articolo a cura di Giancarlo Malabaila

 

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